04 Agosto 2018

Suoni e fantascienza, ovvero i suoni che esistono solo nella nostra fantasia

Il nostro cervello e la nostra memoria sono così allenati che, una volta ascoltati dei suoni per un certo numero di volte, siamo in grado di associarli subito (o quasi) all’entità che li ha prodotti.

Come non riconoscere lo scrosciare della pioggia o lo scalpiccio della persona che amiamo? Eppure la nostra fantasia è in grado di andare ben oltre, anche se non ne siamo consapevoli. I suoni e la fantascienza sono due realtà strettamente correlate e a provarlo è l’esistenza del music computing, una disciplina secondo la quale tramite le simulazioni è possibile ricreare suoni che nella vita reale non esistono.

Suoni musicali e non, inesistenti o reali

Una delle maggiori esperte italiane di sound computing è Stefania Serasin, ex violinista. A Copenhagen insegna quest’innovativa materia, in qualità di professore del suono per ambienti multimodali. Cosa s’intende chiaramente con l’espressione “suono per ambienti multimodali”? Lo studio dell’effetto acustico in un determinato ambiente, ma secondo diversi fattori, in base al caso. Se parliamo per esempio di “rumore di passi”, dobbiamo soffermarci a ponderare tutte le eventuali variabili: qual è il terreno percorso? Si tratta di passi lenti, veloci o magari strascicati? Che calzature s’indossano, scarpe antinfortunistica o tacchi a spillo?

E le congetture non finiscono qui. Possiamo lanciarci nel music computing, materia attraverso la quale sono simulati suoni musicali che non esistono necessariamente nella realtà, come accennato sopra. Supponiamo di dover immaginare i passi di una fatina. Sicuramente nel nostro immaginario saranno diversi – leggeri e aggraziati – rispetto a quelli compiuti da un orribile troll – pesanti e tonfi –.

La situazione si complica se ci viene richiesto di simulare il suono di una falange di opliti che entra in battaglia: dovremmo ricreare una marcia compiuta da più persone, dal ritmo veloce ma ben cadenzato, punteggiato dallo sferragliare di scudi e lance.

Suoni fastidiosi e, purtroppo, quotidiani

Tralasciando creature fantascientifiche e opliti, esistono suoni che per fragore e ripetitività diventano davvero difficili da ricreare, per fortuna!

Il traffico alle 21:00 in una grande città, il rumore del clacson in prossimità di uno stadio durante il giorno della partita, il martellare incessante degli operai dopo aver bevuto un bicchiere di troppo la sera prima, sono solo alcuni esempi di suoni fastidiosi.

Nonostante siano “sinfonie” che accompagnano le nostre vite quotidianamente, sono ben poche le persone che sono riuscite ad abituarcisi. Ecco perché è bene installare, laddove è opportuno, degli strumenti dall’indubbia efficacia, come quelli proposti da Isolmant, capaci di alleviare le nostre sofferenze acustiche.