25 Gennaio 2018

Rumori molesti: in che orari e termini sono tollerabili?

Regolamento condominiale sugli orari dei rumori

Vivi in appartamento e sei disturbato dai rumori molesti? Esiste una soluzione a tutto questo: per legge, infatti, in ogni edificio è presente un regolamento condominiale sugli orari dei rumori. Vi sono ore stabilite in cui si deve fare silenzio, orari in cui è possibile fare le pulizie di casa e periodi della giornata in cui far venire le ditte per i lavori. Ma, soprattutto, il regolamento condominiale sugli orari dei rumori stabilisce le soglie di decibel oltre le quali il rumore si considera intollerabile. Nelle ore di silenzio, generalmente durante la notte e di prima mattina, vi è il divieto assoluto di produrre qualsiasi rumore, anche quelli considerati tollerabili. Per quanto riguarda i lavori, essi non possono essere eseguiti durante il fine settimana, prima delle ore 8 e tra le 13 e le 16.

Rumori molesti in condominio

La definizione di rumori molesti in condominio è molto labile, in quanto le sentenze in merito hanno avuto esito diverso. Ad incidere sui cosiddetti rumori intollerabili vi sono diversi fattori come la destinazione dell’immobile (se esso è destinato ad un’attività commerciale il limite della tollerabilità si alza) oppure la collocazione dello stesso. Se infatti un edificio si trova in un centro urbano molto trafficato, il rumore di fondo sarà elevato. Se invece esso è collocato in periferia o in una zona di campagna o residenziale, la situazione varia nettamente. Infine molto importante è l’isolamento dell’immobile: le case più vecchie solitamente hanno sistemi di isolamento acustico più scadenti. In questo caso ci si può rivolgere al team di Isolmant, che mette a disposizione della clientela una vasta gamma di prodotti per proteggersi dai rumori molesti. Per ulteriori informazioni consultare l’apposita sezione del catalogo online in materia di silenziatori acustici.

Lettera di diffida per rumori molesti

Quando i rumori molesti sono percepiti da tutto il circondario scatta il reato di disturbo del riposo delle persone ed è dunque possibile contattare i carabinieri o la polizia. Se invece il rumore dà fastidio unicamente ai dirimpettai si può ipotizzare di inviare una lettera di diffida per rumori molesti, per interromperli. In caso di indifferenza si procede poi ad una causa civile di risarcimento del danno. Qualora ciò accada, non è necessaria per le prove una consulenza fonografica: per il giudice sono sufficienti le testimonianze dei vicini. L’esito positivo comporta l’eventuale inibizione al condomino di non proseguire nei rumori molesti, condannandolo eventualmente ad insonorizzare il proprio appartamento.