22 Giugno 2018

Inquinamento acustico: le città italiane più rumorose

L'inquinamento acustico è molto pericoloso per la salute sia fisica sia mentale delle persone. Negli ultimi anni, a causa di un forte incremento tecnologico ed industriale, questo fenomeno ha raggiunto vette mai toccate in precedenza.

Questo "meccanismo globale" non risparmia di certo le nostre incantevoli città, tanto da spingere diversi organi competenti a stilare una classifica delle città italiane più rumorose.

Recentemente, proprio in occasione della settimana dedicata alla prevenzione dell'udito – evento che in Italia ormai si ripete con cadenza annuale da diverso tempo –, è stata condotta un'indagine interessante.

L'obiettivo principale di questa analisi acustica ambientale è stato quello di verificare quali siano i cittadini più esposti ai rumori nei centri urbani del nostro Paese.

Cosa rivela il risultato ottenuto con la tabella dei decibel

Il risultato, elaborato attraverso una tabella dei decibel registrati nelle 20 città più popolose d'Italia, non ha fatto altro che confermare i numerosi dubbi nutriti sulla qualità della vita nel Belpaese.

In Italia, infatti, ci sono alcune tra le città più rumorose di tutta Europa, capeggiate da Palermo, che con i suoi 92.6 dB registrati, supera i limiti di tolleranza massima stabiliti dai principali enti governativi di tutto il mondo, fissati attorno ai 90 dB.

In questa triste classifica il capoluogo siciliano è seguito da Firenze (88,6 dB), Torino (86,8 dB), Milano (86,4 dB), Roma (86 dB), Bologna (85 dB), Napoli (84,7 dB), Trieste (84,1 dB), Ancona (83,8 dB), Verona (82,6 dB), Aosta (82,1 dB), Trento (81,5 dB), Campobasso (81,3 dB), Cagliari (80 dB), Pescara (78 dB), Genova (77,9 dB), Perugia (76,9 dB), Potenza (75,6 dB), Bari (75,2 dB) e Catanzaro (75 dB).

L’avvertimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

L'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha denunciato questa situazione allarmante, sottolineando più volte come i rischi connessi ad un'esposizione prolungata a rumori così elevati, non coinvolgano solamente l'apparato uditivo dell'uomo.

Il legame che intercorre tra l'aumento del livello di inquinamento acustico e la drastica perdita di udito, infatti, rappresenta solo la punta dell'iceberg: a questa patologia ne vanno aggiunte altre molto più gravi come esaurimento nervoso, stress, attacchi di panico, depressione, disturbi del sonno, mal di testa cronici, diabete e malattie cardiovascolari. Propendere per un intervento d’isolamento acustico della propria casa, può costituire un “auto-regalo” non da poco, in termini di benessere psicofisico.

Il simbolo del frastuono italiano: il foro italico di Palermo

Se dunque avete deciso di trascorrere le vostre vacanze sull'isola più grande del Mediterraneo fareste bene a non passare troppo tempo nei pressi del Foro Italico di Palermo, la zona più trafficata del capoluogo siculo, nonché simbolo dell'inquinamento acustico in Italia.

Da non sottovalutare, infine, anche altre arterie palermitane particolarmente rumorose come Corso Calatafimi, Piazza Indipendenza e tutta l'area che circonda l'Ospedale dei Bambini, dato – quest'ultimo – davvero preoccupante. Insomma, se vi trovate nei dintorni, oltre alla pancia per le panelle, preparate le orecchie a un intenso tour de force!