23 Ottobre 2018

Filtro anti-rumore: il cervello non finisce mai di stupire

Lo sapevate che il cervello è in grado di creare un effetto barriera per percepire e individuare potenziali pericoli? Tutto ciò è possibile grazie a un filtro anti-rumore recentemente scoperto da un gruppo di neurobiologi statunitensi della Duke University della Carolina del Nord.

Il funzionamento del cervello

Secondo quanto individuato dai ricercatori, il filtro anti-rumore ha un compito ben preciso: quello di ridurre la percezione dei suoni prodotti dai movimenti del proprio corpo per concentrare tutta l'attenzione sui rumori provenienti dall'ambiente circostante. Il filtro si compone di neuroni della corteccia motoria in gradi di silenziare i neuroni della corteccia uditiva, creando un effetto barriera fondamentale per il riconoscimento di eventuali pericoli.

L'esperimento dei ricercatori della Duke University

Guidati da Richard Mooney, il gruppo di neurobiologi è giunto alla scoperta del filtro anti-rumore attraverso un esperimento condotto su cavie da laboratorio, monitorando la loro attività cerebrale mentre camminavano su un tapis roulant immerso in un ambiente virtuale. Ai piccoli roditori è stato insegnato ad associare un suono artificiale al movimento dei loro passi, suscitando in loro un riflesso condizionato.

Durante queste "passeggiate", gli studiosi hanno potuto osservare l'innescamento del circuito anti-rumore rilevando una progressiva mutazione delle sinapsi tra i neuroni della corteccia motoria e quelli della corteccia uditiva. In questo modo è stato possibile individuare i singoli neuroni responsabili del meccanismo di inibizione che neutralizza e silenzia la percezione del suono artificiale indotto.

L'elemento sorprendente di questo processo, sottolineano gli esperti, è che il cervello impara a diventare "sordo" rispetto alle vibrazioni provocate dai movimenti articolari smorzando le risposte ai suoni generati dal corpo; inoltre, si può osservare come queste risposte scompaiano in funzione del tempo e dell'esperienza. Il cervello non finisce mai di stupire!