18 Luglio 2018

È più fastidioso il ronzio delle zanzare o quello dei droni?

Negli ultimi anni, l’uso delle tecnologie avanzate, ha contribuito non poco all’aumento progressivo dei rumori diffusi negli ambienti esterni: un esempio è rappresentato dai droni. Si tratta di apparecchiature volanti radiocomandate, nate per scopi professionali nell’ambito militare, che spesso sono divenute oggetto di contestazioni da parte dei cittadini, per via dei ronzii prodotti soprattutto durante le ore notturne.

Sempre più frequentemente, infatti, i droni vengono attivati nelle zone di confine, specie durante le operazioni di pattugliamento delle frontiere. In tal senso, l’insostenibilità del disagio acustico da parte dei residenti ha addirittura portato all’abbandono delle abitazioni nelle aree circostanti.

Il drone militare: il pomo della discordia

Una notizia simile giunge dal confine ticinese, dove i continui voli effettuati dal drone militare svizzero, sono stati causa di vere e proprie manifestazioni di protesta nazionale.

Dal canto suo, l'esercito svizzero, ha deciso di non prendere in considerazione le lamentele, archiviando con una certa superficialità la questione.

Eppure i dati rivelati da una ricerca della NASA, condotta da Andrew Christian e Randolph Cabell sugli effetti negativi dovuti alla sovraesposizione al suono dei droni, dimostrano come l'orecchio umano – forse per abitudine – riesca a tollerare con maggiore facilità il traffico su strada di auto e camion rispetto al ronzio di questi piccoli velivoli telecomandati.

L’aeronautica militare e le normative europee sull’inquinamento acustico

In questo contesto l’aeronautica militare, si difende attraverso le normative europee stabilite nel 2013 sull’inquinamento acustico di natura aeroportuale, le quali si limitano a fornire una nozione accurata che, tuttavia, non stabilisce restrizioni sui suoni provocati dai droni.

Se da un lato per ogni aeromobile è obbligatoria una certificazione acustica che ne attesti l'incolumità per la salute delle persone – specie di coloro che vivono a ridosso degli aeroporti – dall'altro l’EASA , Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea, ha stabilito che il "banale ronzio" dei droni non può essere considerato fonte di inquinamento acustico.

Gli aeromobili a pilotaggio remoto

Stesse condizioni sono previste per gli aeromobili a pilotaggio remoto, che vengono utilizzati sempre con maggiore frequenza dagli enti governativi, nonostante i gravi danni che recano nel tempo alle persone sottoposte al rumore.

In attesa che le aziende costruttrici di droni e principali organi internazionali rivalutino il rischio rumore generato da queste tecnologie, il consiglio di Isolmant è quello di procedere con accurati interventi di isolamento: tornerete finalmente a riposare, sognando – chissà – di volare.