06 Dicembre 2018

Cos'è la misofonia?

 

Letteralmente significa "odio per il suono" ed è un disturbo che porta a non sopportare alcuni tipi di rumore: stiamo parlando della misofonia, una condizione che provoca nelle persone che ne soffrono un vero e proprio malessere. A differenza dell'iperacusia (link all'articolo del blog) che è un'ipersensibilità ai suoni, la misofonia rappresenta un vero e proprio malessere che talvolta sfocia in rabbia e reazioni violente da parte di coloro che ne soffrono e per cui è impossibile sopportare rumori come la masticazione, il clic continuo di una penna o il respiro pesante.

La letteratura scientifica

Il termine misofonia è recente, dal momento che risale al 2000, per cui questa condizione non è molto conosciuta e ci sono ancora poche informazioni in letteratura  per spiegarla e per diagnosticarla.

Fino al 2013 erano stati pubblicati solamente un paio di studi, mentre a quell'anno risale il lavoro di Miren Edelstein e V. S. Ramachandran della University of California che hanno scoperto come alcuni particolari suoni inneschino reazioni “combatti o fuggi”: l’organismo si prepara rapidamente a reagire producendo ormoni come l’adrenalina e il cortisolo, che ci preparano all’azione fisica aumentando la frequenza cardiaca, quella respiratoria e il tono muscolare. 

Più importante ancora è lo studio del 2017di Sukhbinder Kumar dell'Università di Newcastle, pubblicato sulla rivista Current Biology che esplica le ragioni neurologiche di questo disturbo. In particolare sono stati condotti una serie di test su 20 volontari con forme gravi di misofonia e 22 persone che non ne presentano i sintomi. A entrambi i gruppi sono stati fatti ascoltare rumori neutri come quello della pioggia che cade e rumori più fastidiosi come il pianto di un bambino e rumori noti per attivare reazioni nei misofonici, come appunto il rumore di chi mastica o di un respiro pesante.

Le reazioni ai suoni neutri e fastidiosi sono state più o meno uguali nei due gruppi, mentre gli altri rumori hanno avuto un effetto significativo sui misofonici: è stato infatti rilevato un aumento del loro battito cardiaco e della conduttanza cutanea, chiari segni di una reazione “combatti o fuggi”. Inoltre si è registrata una maggiore attività del lobo dell’insula, un’area del cervello coinvolta nei processi di selezione delle cose cui prestare attenzione. I ricercatori hanno inoltre rilevato una maggiore attività nella corteccia prefrontale ventrocentrale, coinvolta nell’elaborazione del rischio e della paura. È come se la misofonia fosse un errore di attenzione: il cervello si sofferma troppo su suoni a cui le persone solitamente non fanno caso e, di conseguenza, reagisce emotivamente a questi segnali.

I rumori più fastidiosi per chi soffre di misofonia

Uno studio del 2015 realizzato da George Bruxner del Caboolture Hospital in Australia, evidenzia che l’80% dei rumori che provocano una reazione nei misofonici sono legati alla bocca, come ad esempio masticazione, sbadiglio, rumore di saliva e deglutizione e nel 60% dei casi si tratta di rumori ripetitivi. Una condizione e un malessere che può arrivare a limitare la vita delle persone, a tal punto da rendere più difficile la convivenza e il mantenimento di rapporti sociali stabili.