20 Febbraio 2019

Conserve the sound: il museo dei suoni perduti

Per alcuni erano dei rumori fastidiosi, per altri suoni che scandivano la quotidianità e che oggi rappresentano un piacevole ricordo: dal fruscio della puntina dei giradischi al rumore della rotella girata per comporre un numero telefonico, dal click di chiusura dello sportello del walkman alla "sinfonia" dei tasti della macchina da scrivere. Tutti suoni che sono andati perduti e che in molti casi le nuove generazioni non conoscono affatto, ma che oggi possono essere ascoltati grazie a Conserve the sound

I suoni rivivono grazie al museo

Nato nel 2013 per opera di Jan Derksen e Daniel Chun, Conserve the sound è un museo online totalmente gratuito e in continuo aggiornamento. Il sito si caratterizza per la sua interfaccia grafica minimalista che presenta i diversi oggetti accompagnati da una foto e da un audio che permette di ascoltare il rumore caratteristico prodotto dall’oggetto.

Dalle reflex analogiche alle macchine da scrivere Olivetti, dai flipper ai macinacaffé, passando per la calcolatrice analogica e il cronometro, sono molteplici i suoni che si possono ascoltare sul sito di questo museo virtuale. Una raccolta di tecnologie che un tempo rappresentavano l'avanguardia e l'innovazione, come ad esempio uno dei primi cellulari Ericsson o il walkman predecessore di Mp3 e musica in streaming, e che oggi rimandano a un tempo passato a cui si guarda con nostalgia.

Un progetto in continua evoluzione e crescita che permette alle nuove generazioni di scoprire alcuni tra gli oggetti più utilizzati e diventati in alcuni casi vere e proprie icone di design.