01 Agosto 2018

Che rischi creano i rumori in ospedale?

Se anche voi prestate grande attenzione al vostro stato di salute, vi sarà certamente già capitato di chiedervi quali rischi creino i rumori in ospedale e in che modo essi possano influenzare negativamente tempi di recupero e condizioni fisiche dei pazienti ricoverati.

Tra questi sono soprattutto quelli sottoposti ad un monitoraggio intensivo a doversi abituare fin da subito ad una fastidiosa musichetta scandita, secondo dopo secondo, da fastidiosi bip provenienti dai macchinari ai quali sono collegati.

Studi recenti condotti dall'HCAHPS (Hospital Consumer Assessment of Healthcare Providers and Systems), infatti, dimostrano come negli Stati Uniti i rumori costituiscano la più diffusa causa di lamentele sollevate da pazienti, personale di servizio e visitatori.

I deflussori per fleboclisi e altri fastidiosi rumori

Quel che è certo è che questa forma molto particolare di inquinamento acustico è diffusa a livello globale e non riguarda solo il popolo americano: deflussori per fleboclisi, campanelli di chiamata per infermieri, allarmi delle pompe volumetriche e di altre apparecchiature, utili al controllo dei parametri vitali di ogni paziente ricoverato, generano non pochi problemi.

Molti di essi, inoltre, non smettono di suonare fino a quando non interviene direttamente qualcuno degli operatori sanitari presenti all'interno della struttura ospedaliera.

A tal proposito, sempre più ricerche hanno evidenziato come gli "avvisatori acustici" collocati al capezzale del paziente suonino in media 133 volte durante l'intera giornata.

L'amministrazione ospedaliera fallisce? Ci pensa Isolmant

Risolvere questi problemi di natura acustica spetta, ovviamente, ad ogni singola amministrazione ospedaliera: medici, infermieri e tecnici qualificati hanno il compito di riuscire a gestire in modo rapido ed efficiente tutte le fonti di rumore che potrebbero in qualche modo peggiorare il quadro clinico dei pazienti.

Le soluzioni sono principalmente due e riguardano da un lato l'apporto di modifiche di tipo strutturale – come l'installazione di prodotti "ad hoc" su pareti, soffitti e pavimenti, utili a ridurre i fastidi legati all'esposizione di questi suoni –, e dall'altro la messa in opera di cambiamenti di tipo amministrativo, focalizzati su nuovi modelli comportamentali – dai toni di voce più bassi alla chiusura di porte e finestre –.

Le conseguenze dello stress

Non apportare questi cambiamenti significherebbe continuare ad ignorare le pesanti conseguenze dello stress per le persone, generate proprio dall'esposizione continua a queste fonti di rumore.

Non è raro che un paziente già particolarmente ansioso, sentendo suonare senza sosta tutti i macchinari necessari alle cure mediche, subisca un aumento dei propri livelli di ansia.

Tutto ciò non apporta alcun beneficio alla sua salute ma, al contrario, sortisce effetti fortemente negativi che contribuiscono in maniera significativa ad allungare i tempi di guarigione.